Picciridda
picciridda-locandina
“ Forse un mondo onesto non esisterà mai,
ma chi ci impedisce di sognare.
Forse se ognuno di noi prova a cambiare,
forse ce la faremo. ” Rita Atria
In scena Gruppo Orme e Camaleonte
Testo e regia: Pietra Selva
Aiutoregia: Rita Cerevico
Violino: Nadia Bertuglia
Luci: Andrea Casa

“Picciridda”, così affettuosamente Paolo Borsellino chiamava Rita Atria. L’aveva adottata, intuendo fino in fondo la grande solitudine della giovanissima testimone di giustizia. Lo spettacolo, attraverso la storia esemplare di Rita Atria, intende accendere i riflettori sul problema dei testimoni di giustizia in Italia, di cui poco o nulla si sa. Intende farlo raccontando questa storia in modo corale, attraverso l’interpretazione appassionata e rigorosa di nove giovani attori. Il coro incarnerà il popolo, la “ famiglia”, come un’onda che danza, canta, narra. Il coro creerà lo sfondo emotivo e sociale del dramma. Dal coro emergeranno i personaggi che al coro torneranno: nessuno sarà Rita e tutti saranno Rita. Le sue parole prenderanno vita sulla scena e diverranno canto che invoca la speranza di una vita migliore, l’amore e i sogni cari ai giovani, canto che chiede giustizia per tutti i vivi e i morti.